Freedom.

24.5.18

E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce

Però, viviamo in una bella epoca.
Dopo secoli di evoluzione culturale e intellettuale, oggi non conta più essere ma solo apparire. 
Sempre più donne ricorrono alla chirurgia estetica per avvicinarsi il più possibile al canone di bellezza che i media ci hanno inculcato negli ultimi decenni (canone che artificialmente è diventato il nostro) finendo per rovinare il loro fascino naturale e sembrare solo dei gommoni deformi.
Sempre più uomini e donne utilizzano i social network per mettersi in mostra, esibendosi di fronte a tutti in posizioni provocanti e al contempo oscene, abbinando le proprie foto a vuote citazioni filosofiche che nulla hanno a che fare con le suddette, per dimostrare di avere il cervello che sognano.
Oggi non c'è più neanche il gusto di scoprire perché è già tutto scoperto.
Si seleziona la persona da contattare come se fosse un prodotto, prodotto che ci appare per come si mostra ma come sicuramente non è.
Si usano gli hashtag (almeno da quello che ho capito) per essere più visibili, per potersi mettere in contatto con persone con cui altrimenti probabilmente mai avremmo a che fare, attraverso quelle #parole #percuilagente #scriveduecazzate #normalmente #etuttoilresto #così.
Si fa tutto questo per accumulare like, piccoli bit di informazioni che non servono a nient'altro che a pompare il proprio ego, che ci fanno pensare che ci siano tante persone interessate a noi lì fuori e che tristemente ci fanno credere che chiunque sia perfettamente sostituibile con qualcun altro.
Si fa tutto questo per sentirsi meno soli mentre ciò che abbiamo intorno diventa una foto sfocata.
Ci sarà un qualche motivo se sempre più persone soffrono di depressione e assumono psicofarmaci, se sempre più persone arrivano persino al suicidio.
Dopo secoli di lotte sociali, oggi ci si incazza più per delle partite nelle quali i giocatori, per inseguire un pallone, vengono pagati milioni di euro mentre 8 mila bambini ogni giorno muoiono di fame.
Ci si arrabbia per delle partite di calcio mentre ci è stato tolto ogni diritto e siamo solo rimasti a guardare (le partite, ovviamente).
Dopo secoli di evoluzione letteraria, oggi i poeti non vengono più nemmeno considerati.
Dopo secoli di evoluzione artistica, oggi per fare successo basta mettere delle feci in un vasetto o accendere e spegnere una luce in una stanza vuota.
Dopo secoli di evoluzione musicale, quella che viene prodotta oggi e ascoltata in massa dai giovani non può neanche definirsi musica, per non parlare dei testi che, in linea di massima, hanno smesso da tempo di avere un senso e di insegnare qualcosa che possa essere utile per vivere al meglio la nostra vita.
Dopo secoli di evoluzione scientifica, oggi decine di migliaia di persone credono che la terra sia piatta.
Insomma, il vuoto regna sovrano in ogni campo.
Il comportamento di un singolo individuo non segue uno schema preciso, ma per la legge dei grandi numeri il comportamento della massa è statisticamente prevedibile e osservando la massa umana in questo periodo storico non si prospetta proprio un bel quadro per il futuro.
In generale "evoluzione" rimane un termine appropriato poiché sottintende semplicemente il cambiamento di un determinato sistema da uno stato ad un altro, senza specificare se il successivo sia, secondo qualche criterio, migliore o peggiore del precedente.
Parlando della società umana, nel corso della nostra intera storia, abbiamo attraversato innumerevoli momenti di crisi profonde attraverso le quali ci siamo "evoluti" in società in qualche modo migliori rispetto alle precedenti.
Quella che stiamo vivendo senza accorgercene, a mio parere, è una di quelle crisi.
Non vedo possibili vie d'uscita ma ho comunque fiducia nella capacità di rialzarsi del genere umano.
Forse ce la faremo ancora una volta. 
Forse no.
Poco importa, in fin dei conti, è proprio una bella epoca!

9.12.14

Come i pesci rossi

Dovremmo ricordare come si fa a stupirsi.
Nulla è scontato. Nulla.
Dovremmo ricordare come si fa a stupirsi:
di riuscire a leggere, di far finta di capire,
del continuo fluire dei nostri pensieri,
di poter dirigere il movimento di un nostro arto
a nostro piacimento.
Dovremmo ricordare come si fa a stupirsi:
della luce di interi universi negli occhi di una persona amata,
dei colori del cielo al mattino,
delle stelle che sembrano così lontane
e che invece, senza accorgercene, siamo noi.
Del buio in cui brancoliamo.
Dovremmo ricordare come si fa a stupirsi:
della perfezione geometrica
del moto degli astri,
del calore del sole sulla pelle,
del respiro della natura.
Dovremmo ricordare come si fa a stupirsi:
di quanto splenda il sorriso di chi ci sta a cuore,
di come riflette dentro di noi
il nostro sorriso.
Dovremmo ricordare come si fa a stupirsi
del pianto di chi, accanto a noi, come noi,
ha sofferto.
Dovremmo ricordare come si fa a stupirsi: 
di Tutto.
Della consapevolezza della fine.
Del gioco che è la vita.

Dovremmo ricordare gli occhi di quando eravamo bambini,
quando tutto esisteva
un momento e per sempre
per la prima volta.

Perché così è ancora.

Nulla è scontato.
Nulla.

Joe


Moto Naturale

Non capisco 
perché
le donne desiderino 
sempre
salvarmi 
da un abisso in cui 
voglio 
perpetuare
ad esercitare
il mio moto naturale:
cadere.
Joe

Fiesta - Jacques Prévert

E i bicchieri erano vuoti
e la bottiglia in pezzi 
E il letto spalancato 
e la porta sprangata 
E tutte le stelle di vetro 
della bellezza e della gioia 
risplendevano nella polvere 
della camera spazzata male 
Ed io ubriaco morto 
ero un fuoco di gioia 
e tu ubriaca viva 
nuda nelle mie braccia
     Et le verres étaient vides 
     et la bouteille brisée 
     Et le lit était grand ouvert 
     et la porte fermée 
     Et toutes les étoiles de verre 
     du bonheur et de la beauté 
     resplendissaient dand la poussière 
     de la chambre mal balayée 
     Et j’étais ivre mort 
     et j’étais feu de joie 
     et toi ivre vivante toute 
     nue dans mes bras

5.11.14

Dio

Non attender che Dio su te discenda
e che ti dica: sono.
Senso alcuno non ha quel Dio che afferma
l'onnipotenza sua.
Sentilo tu, nel soffio ond'ei ti ha colmo
da che respiri e sei.
Quando, non sai perché, ti avvampa il cuore,
è lui che in te si esprime.

- Rainer Maria Rilke
da PensieriParole